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Circolo P.D. di San Giuliano Mil.se
MILANO ITALIA Stampa
Domenica 10 Maggio 2020

 

 

 

 

 

Cara Democratica, caro Democratico, la pandemia del coronavirus ha messo in discussione moltissime delle nostre certezze e ci vede oggi in prima linea nel ripensare non solo le nostre abitudini, ma anche l’organizzazione stessa della nostra società, attraversata da un grande senso di insicurezza e incertezza verso il futuro.

Per questo sentiamo la necessità di impegnarci per Milano Metropolitana e per l’Italia, portando idee nuove e facendo emergere criticità e speranze in questa fase così complessa. Certo, non perdiamo la nostra vocazione propositiva ma, al tempo stesso, vogliamo metterci in ascolto.
Siamo convinti che questo sia il tempo di un nuovo protagonismo per tutti coloro che credono che a partire dalle difficoltà dell’oggi si possa scrivere, insieme, un nuovo futuro, per le nostre città e per il Paese. 

Facciamolo sabato 16 maggio: partecipa anche tu all'iniziativa “Milano – Italia. Scriviamo un nuovo futuro”. Una maratona viruale che inzierà alle 14.30 con una plenaria in diretta sulla nostra pagina Facebook, aperta dalla segretaria Silvia Roggiani, seguita dagli interventi del segretario regionale Vinicio Peluffo, del sindaco Giuseppe Sala e chiusa dal vicesegretario Andrea Orlando.
Al termine di questa, la discussione proseguirà sulla piattaforma online Go-toMeeting, con esponenti del governo, stakeholder, eletti nelle istituzioni e amministratori locali riuniti attorno a dei tavoli di lavoro. Sedici tavoli, ciascuno dedicato ad un tema specifico, Ambiente, Cultura e Turismo, Economia, Europa, Innovazione e digitalizzazione, Scuola, Università, Lavoro e Terzo settore, Commercio e PMI, Famiglie e condivisione, Sport, Sanità e Welfare, Mobilità sostenibile, Sicurezza, Difesa ed Esteri, Legalità e Giustizia.

Per iscriversi a un tavolo è sufficiente compilare questo form: bit.ly/scriviamounnuovofuturo. Successivamente saremo noi a contattarti per inoltrarti il link necessario per partecipare alla discussione.

Ai tavoli hanno già confermato la presenza i ministri Franceschini, Amendola, Manfredi, De Micheli, Lamorgese, Guerini, i viceministri e sottosegretari Morassut, Misiani, Ascani, Puglisi, Morani, Malpezzi, Sereni, Mauri, Zampa, Giorgis, gli assessore del Comune di Milano Scavuzzo, Granelli, Maran, Tajani, Del Corno, Tasca, Galimberti, Guaineri, oltre ai nostri eurodeputati, parlamentari, consiglieri regionali e sindaci.

Vieni e porta le tue idee: scriviamo insieme un nuovo futuro!


    

 

 

 
PRIMO MAGGIO Stampa
Venerdì 01 Maggio 2020

 

Cara Democratica, caro Democratico, 

quello di quest'anno è un 1° maggio diverso e soprattutto amaro per i tanti a cui questa emergenza ha portato via il lavoro

Per la prima volta nella storia della Repubblica questa giornata si svolge senza cortei né manifestazioni, tra incertezze e paure per il domani, con previsioni ben poco rassicuranti da parte dei sindacati che stimano il raddoppio della disoccupazione a Milano Metropolitana, entro la fine dell'anno.  

Il 2020 scandisce anche il 50esimo anniversario dell'approvazione dello Statuto dei Lavoratori: un anno importante e significativo, che ci invita ad una riflessione sul tema dei diritti ancora da conquistare e delle tutele ancora da garantire.

Di fronte alla enorme crisi del mondo del lavoro cui ci ha costretto questa pandemia è indispensabile impegnarci per le donne e gli uomini che - oggi più che mai - hanno paura di programmare il loro futuro, ancora troppo incerto. 

L'Italia è ancora fondata sul lavoro? Ce lo siamo chiesti, un po' provocatoriamente. Una domanda a cui abbiamo voluto che, nella giornata dedicata ai lavoratori e alle lavoratrici, fossero loro a rispondere
Nell'impossibilità di scendere in piazza, abbiamo promosso un "corteo virtuale" sulla nostra pagina Facebook per dare voce a donne e uomini che hanno perso il lavoro o hanno dovuto reinventarlo o continuano a cercarlo, donne e uomini che faticano a immaginare un domani migliore perché l’insicurezza permea le loro vite. Ma anche donne e uomini che onorano il loro lavoro ogni giorno, con amore e con passione.
Scopri sulla pagina del PD Milano Metropolitana le storie di Edoardo (rider), Silvia (neolaureata), Umberto (tassista), Giusy (medico di base), Stefano (gastronomo in un supermercato), Maura (insegnante), Paolo (operaio), Simona (impiegata), Antonio (presidente di un'associazione sportiva), Beatrice (bibliotecaria), Giorgio (commerciante), Luana (educatrice), Pasquale (partita iva, autista di NCC), simbolo di un Paese intero che nonostante tutto resiste e non smette di lottare!
Queste storie devono spingerci come Partito Democratico a rilanciare a livello nazionale una nuova stagione di diritti e tutele, che modernizzi lo Statuto dei Lavoratori e garantisca la possibilità di immaginare e progettare un futuro sereno. 


L'augurio che ti facciamo, e che ci facciamo, è che il prossimo sia davvero il 1° maggio di tutti e tutte, anche di coloro che lo stanno ancora aspettando.



Intanto lunedì sarà il 4 maggio, una data che segna la riapertura di molte attività: stiamo per entrare in una fase delicata nella Regione che ha pagato il prezzo più salato di questa pandemia.
Soprattutto a causa di una gestione inadeguata, da parte di chi è al governo della Lombardia. 
Questa crisi ha dimostrato il fallimento del progetto di sanità lombarda voluto e costruito da destra e Lega, che in venti anni ha cancellato la medicina di prossimità territoriale e la prevenzione. 

Ora serve un deciso cambio di passo da parte della Regione Lombardia, che passi anche attraverso le dimissioni dell'assessore al Welfare e Sanità Giulio Gallera.

 
APPELLO DELLA SOCIETÀ CIVILE Stampa
Lunedì 20 Aprile 2020

APPELLO DELLA SOCIETÀ CIVILE
per la ricostruzione di un welfare a misura di tutte le persone e dei territori


Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Prof. Avv. Giuseppe Conte


Al Presidente della Task Force Governativa per la Fase Due
Dott. Vittorio Colao


p.c. Al Presidente ANCI
Sindaco Ing. Antonio De Caro

 


“Mai come in questa terribile congiuntura siamo chiamati a diventare consapevoli di questa reciprocità che sta alla base della nostra vita. Accorgendosi che ogni vita è vita comune, è vita gli uni degli altri, degli uni dagli altri. Le risorse di una comunità che si rifiuta di considerare la vita umana solo un fatto biologico, sono un bene prezioso, che accompagna responsabilmente anche tutte le necessarie attività della cura. Forse abbiamo eroso spensieratamente questo patrimonio, la cui ricchezza fa la differenza in momenti come questi, sottovalutando gravemente i beni relazionali che esso è in grado di condividere e di distribuire nei momenti in cui i legami affettivi e lo spirito comunitario sono messi a dura prova, proprio dalle basilari necessità della protezione della vita biologica”.
Come società civile sentiamo il dovere di intervenire perché i corpi intermedi che costituiscono il capitale sociale italiano siano al più presto coinvolti in un grande lavoro di caring, di presa in carico delle famiglie e dei lavoratori colpiti dalla crisi. Viviamo uno sconvolgimento degli stili di vita democratici senza precedenti, uno shock che chiede visione per affrontare non solo l’uscita da esso, ma anche e soprattutto ricostruzione dei legami sociali e il rilancio di una migliore economia a misura d’uomo2, un’economia civile3, che abbia a cuore la centralità della persona, dei territori ed un’attenzione costante all'ambiente e alla crisi climatica. I rischi di una mancanza di visione sono già intellegibili: da un lato lo sfaldamento dell’Europa non-unita, che ricorrendo e rincorrendo pratiche insostenibili di austerity consentirà alle forze populiste di cogliere l’occasione dell’emergenza sanitaria per avanzare e dettare le proprie regole contro i legami solidali degli uomini e delle donne del mondo e la loro libertà; dall’altro il rischio che la criminalità organizzata aggredisca diverse aree del nostro Paese, soprattutto dove essa è già collocata come corpo intermedio antagonista allo Stato, rispondendo per prima ai bisogni improvvisi ed urgenti di coloro che già prima dell’arrivo del Covid-19 vivevano una condizione di pre-crisi, di precarietà economica e sociale, e che oggi sono immediatamente caduti nel ricatto dell’usura.


Uno stesso rischio con due facce: l’Europa che rischia di tardare a dare riposte comunitarie alle crisi nazionali dei paesi colpiti dal CoronaVirus, l’Italia che con i suoi aiuti sociali innestati nell’apparato burocratico esistente rischia di perdere la competizione con le reti della criminalità organizzata.
Chiediamo come società civile italiana di essere coinvolti nel presidio e nella rinascita dei tessuti sociali stravolti.
Al Governo si chiede di essere da subito interlocutori ai tavoli dove si discute la FASE 2, si chiede che i corpi intermedi del sociale abbiano voce per il loro sapere sociale e le loro pratiche di prossimità necessarie a qualsiasi ipotesi di ripresa.
Chiediamo al Governo di riconoscere un ruolo ai presìdi locali del nostro Capitale Sociale attivando in tutti i Comuni percorsi personalizzati, familiari e territoriali, percorsi in cui il Terzo Settore venga coinvolto nella progettazione sociale territoriale attraverso piani strategici territoriali e misure personalizzate.
La crisi si annuncia tale che non basterà la semplice distribuzione di beni materiali affidata al Terzo Settore, occorrerà parlare di riconversione e ricostruzione delle nostre economie globali e locali.
Riprendiamo oggi il cammino di quel dialogo proficuo tra laici e cattolici che ha portato alla vera e indiscussa riforma del nostro Stato Sociale, l’Istituzione del Servizio sanitario Nazionale, la Legge 833 del 1978. Un servizio che quel Legislatore aveva centrato nel rapporto tra salute e territorio e la cui lenta e colpevole implosione è stata smascherata dalla attuale emergenza in cui il rapporto tra salute e territorio è tornato ad essere centrato sul paradigma centralizzato dell’ospedale, trascurando le cure domiciliari e i presidi territoriali di presa in carico.
Oggi viviamo una nuova occasione per far ripartire quel dialogo. È una nuova occasione perché l’Italia ricorra al suo senso di comunità nazionale, correggendo a livello nazionale la disuguaglianza dei regionalismi, e facendo affidamento all’architrave della sua sussidiarietà, la vicinanza del Terzo Settore ai bisogni delle persone e dei territori.
Nella Fase 2, e fin da ora, ci aspettiamo di essere convocati per il bene dell’Italia a collaborare con le politiche pubbliche ed avere così la possibilità di presentare proposte operative.


Roma, 17 aprile 2020

Firmatari


Angelo Righetti, Fondatore della Rete di Economia Sociale Internazionale
Giulio Santagata, Rete di Economia Sociale Internazionale
Angelo Moretti, Presidente Rete Economia Sociale Internazionale e Presidente Consorzio Sale della Terra Alberta Basaglia e Maria Grazia Giannichedda, Fondazione Franco e Franca Basaglia
Andrea Morniroli, Forum delle Disuguaglianze e delle Diversità
Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione con il Sud e Presidente Impresa Sociale con i Bambini
Don Francesco Soddu, Direttore Caritas Italiana
APPELLO DELLA SOCIETÀ CIVILE
per la ricostruzione di un welfare a misura di tutte le persone e dei territori
3
Don Virginio Colmegna, Presidente Fondazione Casa della Carità
Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola
Franco Rotelli, Psichiatra già Presidente Commissione Sanità del Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia
Giovanna Del Giudice, Presidente Conferenza Salute Mentale Franco Basaglia
Gisella Trincas, Presidente UNASAM
Giovanbattista Costa e Leonardo Becchetti, NEXT Nuova Economia per Tutti
Luciano Carrino, Presidente Kip School International
Luigino Bruni ed Elena Granata, Scuola di Economia Civile
Maria Grazia Guida, Presidente Associazione Amici Casa della Carità
Matteo Truffelli, Presidente Azione Cattolica Italiana
Riccardo Bonacina, Fondatore e Coordinatore editoriale di Vita NoProfit
Roberto Rossini, Presidente ACLI
Rosanna Mazzìa, Presidente Associazione Borghi Autentici di Italia
Salvatore Cacciolla, Presidente BioAS, Associazione Nazionale Bioagricoltura Sociale
Sindaci della Rete dei Piccoli Comuni del Welcome
Stefano Ciafani, Presidente Legambiente Onlus
Simmaco Perrillo, Presidente Consorzio Nuova Cucina Organizzata (NCO)
Elena De Filippo, Presidente Cooperativa Sociale Dedalus
Don Nicola De Blasio, Direttore Caritas Diocesana di Benevento
Leandro Limoccia, Presidente Collegamento Campano Contro le Camorre
Alessandro Sirolli, Presidente 180Amici L’Aquila

 
APPELLO AL PRESIDENTE FONTANA SUI TEST SIEROLOGICI Stampa
Giovedì 16 Aprile 2020

 

 

E’ notizia di questi giorni che alcuni comuni hanno cominciato a far effettuare test
sierologici a pagamento a favore dei propri cittadini per la ricerca di anticorpi
anti-Covid-19.
L’eventuale presenza di anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta al
virus non descrive lo stato di infezione ma racconta il possibile contatto del nostro
organismo con il virus.
Per queste ragioni, il ricorso a questi test può essere decisamente utile per capire
quali persone possano essere immunizzate nei confronti del Covid-19 e, se effettuati
massicciamente, per comprendere quale possa essere stata la reale incidenza
dell’epidemia sulla popolazione.
Si tratta quindi di una strategia diagnostica che è complementare ai tamponi, ma
non li sostituisce.
Inoltre è emerso come i test sin qui impiegati nelle realtà locali che vi han fatto
ricorso siano privi delle necessarie certificazioni delle autorità sanitarie.
La questione dell’affidabilità è centrale : pare infatti che alcune di queste analisi
forniscano risultati rilevanti in termini di “falsi positivi”, ossia di persone che
risulterebbero avere anticorpi contro il virus senza mai esservi stati in contatto,
esclusivamente per via di una debolezza della procedura. Oltre a sovrastimare
quindi i numeri dei contagiati, test non affidabili possono far credere erroneamente
a persone suscettibili di essere immunizzate e pertanto fuori pericolo.
Per questi motivi c’è la necessità che queste procedure vengano realizzate solo con
dispositivi certificati, come nel caso del kit sviluppato dal San Matteo di Pavia.
Recentemente il Presidente Fontana ha dichiarato che a partire dal 21 aprile
Regione Lombardia effettuerà fino a 20.000 test sierologici al giorno, partendo da
Bergamo, Brescia, Lodi e Cremona.
Il rischio è che in assenza di una procedura chiara, si generino numeri non
confrontabili e pertanto di scarsa utilità , similmente a ciò che sta avvenendo per i
tamponi, e che l’intervento si rilevi, oltre che non indicativo, poco efficace.
Siamo quindi ad appellarci al Presidente Attilio Fontana affinché:
➢ Venga comunicato ai comuni quanti tamponi sono stati effettuati sui propri
abitanti, lavorando inoltre a un’anamnesi schematica delle persone contagiate
- post 23 febbraio - che raccolga informazioni rispetto al possibile contatto
con altre persone positive e con il personale sanitario, ad eventuali ricoveri in
ospedale, alla continuità lavorativa, all’impiego dei mezzi pubblici.
➢ Si definisca una nuova strategia complessiva di intervento a livello
regionale che tenga conto delle modalità con cui devono essere effettuati i
test sierologici, e che riveda le direttrici sin qui seguite per il tamponamento,
considerando che i due approcci sono complementari;
➢ tale nuovo scenario venga sviluppato, sotto la stretta regia di Regione
Lombardia e avvalendosi dei presidi sanitari locali, su tutto il territorio
lombardo, includendo la Città Metropolitana di Milano che nell’ultima
settimana ha mostrato numeri preoccupanti e che sin qui è risultata esclusa;
➢ Si guidino i comuni, ribadendo l’esigenza di una cabina di regia regionale : è
assolutamente necessario che vengano impiegati criteri omogenei, a partire
dalla scelta di test affidabili e comparabili tra loro.
➢ Si individui un campione della popolazione altamente significativo ,
provincia per provincia, su cui possa essere eseguito il test e che possa essere
valido ai fini del monitoraggio dell’evoluzione dell’epidemia nella Regione.
I sindaci
Cesare Francesco Nai - Abbiategrasso
Flavio Crivellin - Albairate
Sergio Calloni - Arconate
Michela Palestra - Arese
Moreno Agolli - Arluno
Luca Elia - Baranzate
Lidia Annamaria Reale - Basiglio
Angela Comelli - Bellinzago Lombardo
Maria Pia Colombo - Bernate
Gian Pietro Beltrami - Besate
Francesco Vassallo - Bollate
Riccardo Benvegnu - Binasco
Rino Pruiti - Buccinasco
Fabio Merlotti - Buscate
Susanna Biondi - Busto Garolfo
Giuseppe Gandini - Calvignasco
Roberto Colombo - Canegrate
Paolo Branca - Carpiano
Michele Bona - Cassinetta di Lugagnano
Luca Maggioni - Carugate
Silvana Cantoro - Casarile
Roberto Maviglia - Cassano d’Adda
Giuseppe Pignatiello - Castano Primo
Ermanno Zacchetti - Cernusco sul Naviglio
Marco Sassi - Cerro al Lambro
Alfredo Simone Negri - Cesano Boscone
Giulio Guala - Colturano
Marco Ballarini - Corbetta
Luigi Gianantonio Magistro - Cormano
Yuri Santagostino - Cornaredo
Giovanni Luciano Triulzi - Cusago
Paola Rolfi - Dairago
Vito Penta - Dresano
Sergio Perfetti - Gaggiano
Lucia Mantegazza - Gessate
Angelo Stucchi - Gorgonzola
Sara Bettinelli - Inveruno
Antonella Violi - Lacchiarella
Lorenzo Fucci - Liscate
Davide Serrano - Locate di Triulzi
Pamela Tumiati - Masate
Paolo Bianchi - Mediglia
Rodolfo Bertoli - Melegnano
Antonio Fusé - Melzo
Marco Natale Marelli - Morimondo
Massimo Cozzi - Nerviano
Roberto Cattaneo - Nosate
Daniela Maldini - Novate Milanese
Nadia Verduci - Noviglio
Antonino Nucera - Opera
Guglielmo Villani - Ozzero
Ezio Casati - Paderno Dugnano
Franco Abate - Pantigliate
Federico Lorenzini - Paullo
Maria Rosa Belotti - Pero
Caterina Molinari - Peschiera Borromeo
Paolo Festa - Pieve Emanuele
Ivonne Cosciotti - Pioltello
Silvio G. M. Lusetti - Pozzuolo Martesana
Angelo Bosani - Pregnana Milanese
Pietro Romano - Rho
Giorgio Braga - Robecchetto con Induno
Roberta Maietti - Rodano
Daniele del Ben - Rosate
Giovanni Ferretti De Luca - Rozzano
Andrea Checchi - San Donato Milanese
Walter Cecchin - San Giorgio su Legnano
Marco Segala - San Giuliano Milanese
Daniela Rossi - San Vittore Olona
Arianna Tronconi - San Zenone al Lambro
Andrea Carlo - Settala
Sara Santagostino - Settimo Milanese
Nilde Moretti - Solaro
Fabio Bottero - Trezzano sul Naviglio
Roberto Gabriele - Tribiano
Franco De Gregorio - Truccazzano
Christian Garavaglia - Turbigo
Arconte Gatti - Vanzaghello
Andrea Cipullo - Vermezzo con Zelo
Carmela Manduca - Vernate
Alessandro Barlocco - Villa Cortese
Dario Veneroni - Vimodrone
Luisa Salvatori - Vizzolo Pedrabissi
Sonia Belloli - Zibido San Giacomo

 
LETTERA DEI SINDACI CITTA METROPOLITANA DI MILANO Stampa
Martedì 14 Aprile 2020

 

Milano, 14 aprile 2020

 

Alla cortese attenzione
del Direttore Generale
di ATS Città di Milano
Dott. Walter Bergamaschi
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E per conoscenza
all’Assessore al Welfare
di Regione Lombardia
Avv. Giulio Gallera
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al Presidente di
Anci Lombardia
Avv. Mauro Guerra
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alla Presidente del
Cons. di Rappresentanza dei Sindaci
ATS Città di Milano
Sara Santagostino
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al Presidente dell'Ordine dei Medici
delle Province Lombarde
Dott. Gianluigi Spata
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OGGETTO: EPIDEMIA COVID-19 / RICHIESTA DI POTENZIAMENTO DELLA RETE DI SORVEGLIANZA TERRITORIALE


Attraverso l’art. 8 del il Decreto Legge n.14 del 9 marzo 2020 il Governo ha previsto, entro 10 giorni dalla firma dell’atto, l’istituzione da parte delle Regioni e delle Province Autonome di Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) - nella misura di 1 ogni 50.000 abitanti - per una gestione
domiciliare dei pazienti COVID (dimessi dalle strutture ospedaliere o mai ricoverati) o con sintomatologia simil-influenzale di cui non è nota l’eventuale positività.
Tali squadre, attive 7 giorni su 7 e operanti in stretta sinergia con i Medici di Medicina Generale, rivestono un ruolo centrale nella gestione dell’epidemia nei territori, garantendo agli affetti da COVID la necessaria assistenza specifica extraospedaliera, quindi presso ovvero in prossimità del proprio domicilio, e, conseguentemente, alleggerendo la domanda e il ricorso al ricovero ospedaliero. Attraverso il monitoraggio di temperatura corporea ed ossigenazione del sangue dei pazienti in telemedicina, è inoltre possibile intercettare per tempo quei malati le cui condizioni potrebbero precipitare a stretto giro, influendo così notevolmente sulla possibilità di successo di un possibile ricovero.
In attuazione di tale decreto, Regione Lombardia ha previsto, attraverso la delibera 2986 del 23 marzo 2020, l’istituzione di Unità Speciali di Continuità Assistenziale nel quadro di una sorveglianza sindromica in grado di coprire almeno il 4% della popolazione di ogni distretto e considerando che “ogni USCA può gestire di norma 20 accessi domiciliari nelle 12 ore”.
Alla luce della popolazione residente, nella Città Metropolitana di Milano dovrebbero essere operative 65 USCA, mentre risulta che - per tutta l’ATS di Milano (comprendente anche Lodi) - ne siano state attivate solamente 8 alla data del 3 aprile.
E’ del tutto evidente che, con questi rapporti ogni Unità dovrebbe farsi carico di bacini di oltre 400.000 persone, rendendo di fatto inattuabile la fondamentale sorveglianza territoriale che l’epidemia da Covid-19 richiede. Più in dettaglio, infatti, riducendo la platea dei pazienti interessati ai soli positivi secondo gli ultimi numeri forniti da ATS, ogni USCA dovrebbe monitorare addirittura 1.600 casi.
A ciò si aggiunga che abbiamo rilevato, confrontandoci con i diretti interessati, che molto spesso i medici di medicina generale trovano poco chiare le modalità di attivazione e che, quando le USCA
vengono rese operative, gli interventi non sono tempestivi e spesso non se ne riceve nessun tipo di riscontro.
Da settimane i medici del territorio offrono la loro collaborazione, segnalando le criticità ed aggiornando il portale Covid anche attraverso l’inserimento di nuovi casi ma lamentano che a questa loro attività non segue un lavoro coordinato di verifica.
Questo quadro denota da un lato la grande fatica di tutto il sistema di sorveglianza sul territorio, dall’altro il suo inadeguato livello di coordinamento.
Siamo inoltre preoccupati dal fatto che proprio in questi giorni stanno scadendo le quarantene di numerosi pazienti, messi in isolamento per aver presentato una sintomatologia fortemente sospetta per infezione da SARS-CoV-2. Abbiamo appreso nelle scorse ore della possibilità che le loro quarantene vengano prorogate fino al 3 maggio. Questo sarebbe un passo in avanti rispetto alle situazioni in essere, ma il problema si ripresenterebbe alla nuova scadenza.
La riammissione di tutte le persone messe in quarantena, infatti, è basata su un criterio assolutamente generico e soprattutto la ripresa dell’attività lavorativa, avvenendo senza una verifica, espone ad un reale pericolo di contagio, non soltanto in ambiente sanitario, con la possibilità di un secondo picco epidemico.
Alla luce di quanto esposto chiediamo di:
➔ Rafforzare con urgenza la rete delle USCA, garantendone almeno una per ambito territoriale, dotandole di adeguato personale ed investendo sulla loro stretta connessione con i medici di medicina generale, che devono essere coinvolti attraverso protocolli sanitari operativi chiari, anche attraverso un potenziamento della piattaforma, avvalendosi delle risorse stanziate con il decreto-legge 9 marzo 2020 n. 14 (disposizioni finanziarie);
➔ Garantire ai medici di medicina generale i dispositivi di protezione individuale necessari e di dotazioni strumentali, quali i saturimetri, quanto mai indicati per lo screening ed il monitoraggio dell’epidemia;
➔ Chiarire in modo definitivo le modalità di accesso al tampone per i pazienti, garantendo la presa in carico dei casi segnalati come sospetti dai medici di medicina generale;
➔ Effettuare i tamponi per il Covid-19 a tutte le persone che hanno terminato la quarantena, comprendendo anche i sospetti positivi, in modo da verificarne l’effettiva guarigione e la possibilità di riammissione;
➔ Procedere a un’ulteriore fornitura di mascherine a favore dei cittadini, alla luce del fatto che la precedente spedizione ai comuni non ha coperto tutta la popolazione e che probabilmente dovremo indossare questi DPI anche nelle prossime settimane.
Ci auguriamo che, sulla base di queste proposte, sia possibile avviare una collaborazione istituzionale che, coinvolgendo i Comuni e le reti civiche e associative indispensabili a favorire l’adesione dei cittadini alle disposizioni ed a sostenere le persone in difficoltà, consenta di accelerare l’uscita dall’emergenza sanitaria.
I Sindaci
Cesare Francesco Nai - Abbiategrasso
Fabio Crivellin - Albairate
Sergio Calloni - Arconate
Michela Palestra - Arese
Moreno Agolli - Arluno
Luca Elia - Baranzate
Douglas De Franciscis - Basiano
Lidia Annamaria Reale - Basiglio
Angela Comelli - Bellinzago Lombardo
Maria Pia Colombo - Bernate Ticino
Gian Pietro Beltrami - Besate
Francesco Vassallo - Bollate
Riccardo Benvegnu - Binasco
Patrizia Gentile - Bubbiano
Curzio Rusnati - Bussero
Rino Pruiti - Buccinasco
Fabio Merlotti - Buscate
Susanna Biondi - Busto Garolfo
Giuseppe Gandini - Calvignasco
Roberto Colombo - Canegrate
Paolo Branca - Carpiano
Luca Maggioni - Carugate
Silvana Cantoro - Casarile
Roberto Maviglia - Cassano d’Adda
Michele Bona - Cassinetta di Lugagnano
Giuseppe Pignatiello - Castano Primo
Ermanno Zacchetti - Cernusco sul Naviglio
Marco Sassi - Cerro al Lambro
Alfredo Simone Negri - Cesano Boscone
Luca Duré - Cisliano
Giulio Guala - Colturano
Yuri Santagostino - Cornaredo
Marco Ballarini - Corbetta
Luigi Magistro - Cormano
Giovanni Triuzzi - Cusago
Valeria Lesma - Cusano Milanino
Paola Rolfi - Dairago
Vito Penta - Dresano
Sergio Perfetti - Gaggiano
Lucia Mantegazza - Gessate
Angelo Stucchi - Gorgonzola
Omar Cirulli - Gudo Visconti
Gilberto Barki - Grezzago
Sara Bettinelli - Inveruno
Antonella Violi - Lacchiarella
Andrea Tagliaferro - Lainate
Lorenzo Fucci - Liscate
Davide Serrano - Locate di Triulzi
Carla Picco - Magnago
Pamela Tumiati - Masate
Paolo Bianchi - Mediglia
Rodolfo Bertoli - Melegnano
Antonio Fusé - Melzo
Davide Garavaglia – Mesero
Giuseppe Sala - Milano
Marco Natale Marelli - Morimondo
Massimo Cozzi - Nerviano
Roberto Cattaneo - Nosate
Daniela Maldini - Novate Milanese
Nadia Verduci - Noviglio
Antonino Nucera - Opera
Guglielmo Villani - Ozzero
Ezio Casati - Paderno Dugnano
Franco Abate - Pantigliate
Federico Lorenzini - Paullo
Maria Rosa Belotti - Pero
Caterina Molinari - Peschiera Borromeo
Alberto Villa - Pessano con Bornago
Paolo Festa - Pieve Emanuele
Ivonne Cosciotti - Pioltello
Carmine Lavanga - Pogliano Milanese
Roberto Botter - Pozzo d’Adda
Silvio G. M. Lusetti - Pozzuolo Martesana
Angelo Bosani - Pregnana Milanese
Gilles Ielo - Rescaldina
Pietro Romano - Rho
Giorgio Braga - Robecchetto con Induno
Fortunata Barni - Robecco sul Naviglio
Roberta Maietti - Rodano
Daniele del Ben - Rosate
Giovanni Ferretti De Luca - Rozzano
Andrea Checchi - San Donato Milanese
Marco Segala - San Giuliano Milanese
Dario Tunesi - Santo Stefano Ticino
Daniela Rossi - San Vittore Olona
Arianna Tronconi - San Zenone al Lambro
Angelo Cipriani - Sedriano
Paolo Micheli - Segrate
Andrea Carlo - Settala
Sara Santagostino - Settimo Milanese
Nilde Moretti - Solaro
Diego Cataldo - Trezzano Rosa
Fabio Bottero - Trezzano sul Naviglio
Franco De Gregorio - Truccazzano
Christian Garavaglia - Turbigo
Arconti Gatti - Vanzaghello
Guido Sangiovanni - Vanzago
Luigi Fumagalli - Vaprio d’Adda
Andrea Cipullo - Vermezzo con Zelo
Carmela Manduca - Vernate
Paolo Gobbi - Vignate
Alessandro Barlocco - Villa Cortese
Dario Veneroni - Vimodrone
Luisa Salvatori - Vizzolo Pedrabissi
Sonia Belloli - Zibido San Giacomo

 
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Giovedì 09 Aprile 2020

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