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GENIA di Claudio Riziero Stampa
Lunedì 02 Gennaio 2012

Riceviamo da Claudio Riziero, componente del C.d.A. sotto la presidenza Fazioli, questo contributo sulla tormentata questione Genia

Il giorno di Natale, all'uscita dalla Messa di mezzanotte, mi si è avvicinato Sergio Morelli per farmi gli auguri. Nel breve colloquio che ne è seguito, Sergio (che, come noto, è stato Assessore al bilancio dal 1999 al 2009) mi ha riportato alla mente alcuni passaggi della storia di Genia e da lì sono partito per iniziare una riflessione su quanto accaduto, che vorrei condividere.
Mi sono posto alcune domande.

Perché la politica sangiulianese si è sempre opposta, nei fatti, al controllo di Genia, pur sapendo che la legge lo imponeva? Perché le proposte di controllo avanzate da esponenti dell'allora maggioranza non sono mai arrivate in Consiglio Comunale, mentre quelle avanzate dalla minoranza e presentate in Consiglio, nel "gioco delle parti", sono state bocciate?

La bozza di controllo su cui lavorò la maggioranza, a cavallo tra il 2006 ed il 2007, era una griglia semplice, composta di pochi punti, tra cui, ad esempio, l'obbligo per Genia di venire in Consiglio Comunale per avere il via libera all'assunzione di mutui. E guarda caso, l'entità dei mutui è stata proprio una delle cause del fallimento di Genia.
Quelle regole date a Genia nel 2007 avrebbero permesso di mantenerla su binari sostenibili?
Altra prescrizione proposta: Genia avrebbe dovuto trasmettere al Comune le convocazioni ed i verbali dei Consigli di Amministrazione. Uno "straccio di trasparenza" potremmo dire.

Ed invece, ad esempio, il 29 giugno 2007, il Consiglio Comunale bocciò una mozione relativa al controllo analogo su Genia. E' interessante rileggere, a quattro anni e mezzo di distanza, il tenore degli interventi dei Consiglieri.
Ad esempio: "Ora Genia funziona e per me non ritengo opportuno fare determinate cose perché per me la cosa funziona". Lo stesso Consigliere che espresse tale pensiero, ho scoperto recentemente, ottenne, nel corso del 2007, un appalto da Genia. Tale appalto gli sarà stato assegnato a seguito di regolare gara pubblica o a discrezione del Direttore Generale?

Perché i controlli cui i tecnici comunali avrebbero dovuto sottoporre l'operato di Genia non hanno impedito quello che è avvenuto?
Dirigenti comunali che prendevano premi economici per tale attività.
Che risultati ha prodotto questo controllo?

Interessante analizzare le considerazioni espresse il 20/04/2009 dal Collegio dei Revisori (confronta stralcio allegato) nella relazione al bilancio 2008 del Comune, ove si invita il Comune stesso, relativamente al bilancio di Genia, a "procedere ad un'attenta riconciliazione del patrimonio netto con una precisa e coordinata classificazione dell'origine e della natura dei conferimenti, dei finanziamenti e degli accolli di mutui tra Comune, Genia e gli istituti di credito di riferimento".
O, ancora prima, analogo rilievo veniva espresso sempre dei Revisori del Comune il 18/06/2008 (cfr. stralcio allegato); tali tecnici ricordavano al Comune che, ai sensi del Codice Civile, l'Amministrazione "esercita attività di coordinamento e controllo" su Genia; e rilevavano che "non risultano riconciliate le partite di debito e credito di finanziamento" del bilancio di Genia e invitavano il Comune "in via prioritaria a procedere ad un'attenta disamina del patrimonio netto della partecipata con una precisa e coordinata classificazione dell'origine e della natura dei conferimenti, dei finanziamenti e degli accolli di mutui tra i soggetti e gli istituti di credito di riferimento".
La Giunta Comunale, il Consiglio Comunale ed i Dirigenti Comunali che azioni hanno intrapreso nei confronti di Genia a seguito di tali reiterate segnalazioni da parte dei loro Revisori?

Eppure, alcuni strumenti per controllare Genia, in realtà, avrebbero potuto esserci.
Interessante, al riguardo, lo stralcio del  verbale del Consiglio Comunale dell'11/04/2005 (allegato) ove si da avvio alla patrimonializzazione di Genia. I "controlli" da parte del Comune dovevano essere "stringenti". Almeno sulla carta.

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Il Consiglio Comunale e la Commissione Consiliare deputata (punto 7 della delibera) venivano preposti alla puntuale verifica sull'amministrazione di Genia; si richiamava anche il diritto di accesso (inserito nello Statuto di Genia) dei Consiglieri comunali a tutti gli atti di Genia.
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Veniva poi avviato uno "stretto rapporto comunicativo" tra Comune e Genia (punto 8), con previsione di relazioni particolareggiate da parte della Società alla Giunta, Consiglio Comunale e Commissione Consiliare sullo stato di avanzamento del progetto.
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La Giunta veniva incaricata di effettuare la prima relazione su Genia (redatta di concerto con gli Amministratori di Genia stessa) al Consiglio Comunale ovvero alla competente Commissione Consiliare (punto 9) già dal giugno 2005.

Un'organizzazione di controllo su "larga scala".
Cosa poi, nella realtà, non ha funzionato?

Mi ha colpito quello che mi ha detto, mentre ci scambiavamo la settimana scorsa gli auguri di Natale al Circolo del PD, un Consigliere Comunale: "Io non mi sento un politico; sono un cittadino che ha deciso di impegnarsi per il bene della città. Vorrei cercare di capire con la mia testa i problemi e scegliere in base ai miei convincimenti e non solo sulla base delle indicazioni dei partiti".
Mi pare un'affermazione importante, soprattutto se letta alla luce di quanto è successo.

E' evidente che Marco Toni non voleva che fosse varato il controllo analogo su Genia: le ragioni sono immaginabili (confronta stralcio dell'articolo apparso il 6/02/2009 su Settegiorni Bollate relativamente a Gaia, multiutility simile a Genia).
E non perdeva occasione, e non solo lui, per rimarcare gli ottimi risultati dell'azione della società (allegato, ad esempio, il programma 2007 relativo alle opere pubbliche comunali, a cura dell'Assessore Stefanoni, ove si sottolinea che ".... grazie alle modalità operative proprie di una società in-house providing ed al coordinamento e controllo del Settore Tecnico del Comune, Genia è stata in grado di realizzare opere sul territorio in maniera snella, efficiente ed in assoluta sintonia con le direttive dell'amministrazione comunale").
Ma come ha fatto Toni ad imporre il suo volere?

Se la nostra città saprà riflettere su quanto è accaduto, ripartire da amministratori nuovi, con più coraggio e meno conflitti d'interesse dei loro predecessori, con un'opinione pubblica più presente e meno delegante, io credo potremo sperare che ciò non accada più e che il futuro sia migliore del passato.
A presto.
Colgo l'occasione per augurare a tutti un buon nuovo anno.

Claudio