Cerca nel sito


GENIA: SNODO DECISIVO Stampa
Domenica 23 Dicembre 2012

La narrazione del sindaco Lorenzano in questa newsletter relativa alla vicenda Genia è trasparente e veritiera. Va al cuore del problema: non c’erano alternative al cambio di destinazione d’uso del terreno ex natatorio, salvo conseguenze gravissime per la città. In secondo luogo mette in luce come  il ceto creditorio sia stato collaborativo, e quindi accettasse che i suoi crediti verso Genia non venissero pagati nella loro interezza, ma a uno sconto ragionevole. Ma alla condizione che il terreno venisse valorizzato e reso disponibile per il rimborso (parziale) dei crediti.

San Giuliano, 21 Dicembre 2012

Buongiorno e benvenuti ai 25 nuovi iscritti alla Newsletter, un modo diverso e spero apprezzato, per rimanere in contatto. Non è ancora un'Aria Fresca Natalizia questa. E' lavorativa. Tutta lavorativa. Eccome se è lavorativa. Ci apprestiamo a salutare il 2012 e inevitabilmente un pensiero va all'intenso lavoro svolto in questi 12 faticosi mesi. Un lavoro difficile perchè è arduo introdurre i semi del cambiamento e raddrizzare una rotta che stava diventando pericolosa per la nostra città. Nel contempo però non abbiamo limitato la nostra azione solo alle emergenze da troppo tempo aperte, anche se è indubbio che il capitolo Genia occupi ancora buona parte della nostra agenda. Oggi però siamo ad uno snodo decisivo.

Il dialogo con i creditori - 50 i milioni che dobbiamo loro - è arrivato alla stretta finale. Abbiamo individuato la strategia giusta per chiudere la questione mantenendo però un punto fermo: fine del sistema Genia, senza intaccare le nostre case popolari, le nostre scuole, il nostro Cinema... il patrimonio pubblico in buona sostanza. Questo era ed è rimasto in modo costante il nostro primario obiettivo insieme, naturalmente, ai posti di lavoro. Per non dimenticare... e per chiarezza di informazione, nonché per un dovere di trasparenza, ho pensato di riassumere alcuni passaggi chiave, partendo dal nostro insediamento del Giugno 2011. 

La situazione era la seguente:
- I debiti accumulati da Genia ammontavano a più di 60 milioni di euro,
- La raccolta dei rifiuti si sarebbe bloccata dal 1 ottobre 2011;
- I 110 dipendenti erano tutti a rischio licenziamento;
- Eni (il principale creditore) non aveva intenzione di partecipare al tavolo di confronto;
- In caso di fallimento tutto il patrimonio trasferito in Genia (case popolari, terreno ex maneggio, scuole, campi sportivi, cinema Ariston) sarebbe stato aggredito dalla curatela fallimentare.

In veste di Sindaco e Rappresentante Legale del Socio Unico di Genia, supportato dalla Giunta e dal Consiglio Comunale, ho lavorato da subito con l'obiettivo di sanare questa grave situazione nell'unico modo possibile e responsabile che conosco: pagare i debiti.
Un po’ come accade a livello nazionale, dove troppi commensali, per anni, hanno esagerato a tavola ma si sono alzati senza pagare, lasciando a noi l'ingrato e doloroso compito. Ci siamo "tirati su le maniche" e spendendo fatica e sudore abbiamo avviato un processo di ristrutturazione profonda, volto in primis a salvaguardare i servizi per la città. Come? Sicuramente chiudendo Genia per come l'abbiamo conosciuta. Un accumulo di debito. Ri-assegnando i servizi al Comune, garantendone la continuità per non danneggiare ancora la città e individuando una strategia per difendere il posto di lavoro di decine di dipendenti.

Abbiamo intessuto la tela del dialogo con i creditori e non è stato facile. Un primo passo è stato portare al tavolo della trattativa tutti i creditori, anche Eni, che mai, in questo anno, aveva manifestato disponibilità al dialogo. E voglio ben vedere! Ci ha dato per anni 19mln di euro di gas senza riceverne pagamento. Io non sarei proprio ben disposto al dialogo, sinceramente. Nell'ultimo dei diversi incontri - svoltosi il 19 ottobre 2012 – hanno però risposto "presente", dopo una lunga e logorante azione diplomatica, tutti i principali creditori di Genia (cinque banche e il curatore di Genia Energia, quindi Eni). Una condizione nuova e necessaria perchè, da soli, rappresentano il 60% del debito della società e quindi, da soli, possono garantire il quorum per saldare una percentuale di debito e stralciarne la restante parte; per la prima volta è stato raggiunto il quorum che attribuisce a quel tavolo la facoltà decisoria. Durante il primo round plenario, i creditori hanno considerato economicamente insoddisfacente la proposta di ristrutturazione del debito che abbiamo loro sottoposto. Urgeva quindi un nuovo sforzo, una proposta più efficace e convincente per scongiurare ricadute sui cittadini. Da un anno la proposta risolutiva sul tavolo è questa:

- Chiudiamo Genia (già messa in liquidazione dal primo gennaio 2012)
- Ri-assegnamo i servizi con gare pubbliche
- Salvaguardiamo i posti di lavoro
- Saldiamo parte dei debiti con l'attivo che riusciamo a realizzare (debiti oggi 50mln,
  attivo oggi 20mln) e stralciamo il resto
- Mettiamo a disposizione del credito anche il terreno dell'ex maneggio
- Facciamo rientrare il patrimonio indisponibile in Comune (case popolari, campi sportivi, scuole, cinema Ariston)
- La nostra proposta il 19 Ottobre 2012 è di 20 mln contro 50 mln.: non bastano. Me lo comunicano i creditori durante il tavolo del 19 Ottobre 2012.

In assenza di nuova proposta, non sarebbe rimasto che il fallimento di Genia e in quel caso, il curatore fallimentare avrebbe avuto la facoltà di “aggredire” il patrimonio che è stato trasferito alla società tra il 2004 e il 2009. Come ho scritto sopra, ma è bene ripeterlo, perchè molti cittadini queste cose non le sanno (o non le si vuole far sapere): le case popolari, le scuole, i campi sportivi, il cinema (tutto trasferito come aumento di capitale sociale dal Comune a Genia dal 2005 al 2008, al fine di aumentarne la capacità di indebitamento (sic!), quindi tutto inserito, come prevede il codice civile e come da qualche giorno ci ha comunicato anche la Corte dei Conti sez. controllo, Regione Lombardia, a garanzia dei creditori.

Immaginiamo solo per un attimo che un bene pubblico indisponibile sia aggredito...ecco le conseguenze: la proprietà passa al privato, la "destinazione pubblica" no, quindi per garantire l'utilizzo di scuole e campi sportivi, l'Amministrazione Comunale sarebbe costretta a pagare un affitto e recuperare le relative risorse da nuove tasse... Per non parlare dei rischi occupazionali: in caso di fallimento dell'azienda, il Comune ne perderebbe completamente il controllo e non sarebbero possibili uscite “morbide” né trasferimenti di personale per gli attuali 35 lavoratori (erano 110 a Giugno 2011, gli altri sono stati già tutelati). Il Comune ovviamente, in caso di fallimento, avvierebbe una serie di dure azioni legali a tutela dei suoi beni iniziando una "guerra dei 100 anni" fatta di soldi pubblici spesi e diritti schiacciati. Oltre che di tasse da pagare nel mentre.

Proseguendo con la ristrutturazione del debito invece, sarebbe ipotizzabile il trasferimento dei dipendenti, che avrebbero quindi maggiore tutela. Rientrerebbe il patrimonio pubblico e si porrebbe la parola fine a qualsiasi causa, escluse quelle intentate e in corso presso il Tribunale di Lodi contro i precedenti responsabili. Condivido la preoccupazione delle tante famiglie e la rabbia dei lavoratori. Una rabbia sacrosanta: se si trovano nella situazione di oggi, non è a causa della crisi del mercato. Rischiano il posto di lavoro perchè Genia è stata complessivamente gestita male! Una situazione paradossale, un rischio concreto che dovevamo evitare a tutti i costi, soppesando tutte le possibili soluzioni e avendo la forza di portarle a compimento. ma questa è tutta un'altra storia. Oggi, nè ieri nè domani, ma oggi, la Politica deve saper decidere, assumendosene democraticamente la responsabilità. Una scelta coraggiosa per il bene della città.

E' arrivata l'ora delle scelte. I creditori, a valle dell'incontro del 19 Ottobre 2012, hanno avanzato una proposta concreta: verificare la modifica della destinazione d'uso del terreno - 30 mila mq - su cui sarebbe dovuto sorgere il centro natatorio - faraonico (lo ricordate?)- per poi poterla destinare al mercato e monetizzare il ricavato. Ho personalmente subito coinvolto gli organi istituzionali: prima i Capigruppo Consiliari in merito al quadro aggiornato della vicenda Genia (Lega Nord e Movimento Cinque Stelle hanno manifestato la loro indisponibilità ad incontrare il Sindaco per confrontarsi su questa e su un'altra importante tematica che riguarda tutta la città) - in un processo trasparente e lineare. Poi la Commissione Consiliare.

Fino all'approdo in Consiglio Comunale: lo scorso 17 dicembre, abbiamo portato in Assemblea la discussione delle linee di indirizzo relative alla proposta di variante della destinazione urbanistica dell'area ex maneggio che prevede il cambio di destinazione di 14mila mq a residenziale e la realizzazione della piscina pubblica, sobria, onesta e non faraonica e irrealizzabile, sia coperta che scoperta, nei restanti 18mila mq, che tornerebbero quindi nella disponibilità pubblica. Abbiamo approfondito la questione, studiato l'iter procedurale. Il terreno, in caso di fallimento, viene svenduto all'asta, insieme al resto di cui sopra. Tradotto. L'interesse pubblico è evidente: in caso di fallimento, su quell'area, il Comune non potrebbe comunque  avere una piscina pubblica, se non attraverso un accordo con il privato proprietario che sarà. Quindi meglio pianificarla oggi che svenderla domani. 

La maggioranza, compatta, ha proposto alcuni emendamenti e approvato l'atto di indirizzo che certifica, con atto ufficiale, le intenzioni dell'Amministrazione e il percorso da intraprendere per addivenire all'accordo con i creditori. Ora siamo pronti a rispondere al loro appello. Lo scorso 18 Dicembre, il giorno successivo al Consiglio Comunale, ho nuovamente incontrato i creditori i quali hanno accolto positivamente questa proposta, nettamente migliorativa, e hanno preso l'impegno a sottoporla al vaglio dei loro organi deliberanti. Veri organi deliberativi. Che decidono se stralciare o no. "Se mangiare questa minestra o buttarsi dalla finestra", come ha detto uno dei creditori. Quindi una speranza si è aperta. A nessuno, soprattutto in questo momento di crisi, penso possa servire un fallimento. Ma questa è una riflessione del tutto personale che mi concedo con Voi.

Ci siamo assunti la responsabilità di decidere tra un sacrificio certo e un sacrificio incerto (il fallimento e il rischio di perdere anche tutto il resto); sulla nostra bilancia dei valori oggi “pesano” di più la scuola dei nostri ragazzi, i campi sportivi dove si allenano, il cinema, le case popolari, i 35 posti di lavoro e le 35 famiglie, o un'area la cui sorte era già stabilita quando è stata trasferita in buona fede a Genia non sapendo (però!) dei suoi bilanci falsi? Alla città abbiamo risposto in modo chiaro lunedì scorso, consapevoli che aspettare ancora avrebbe potuto danneggiare irrimediabilmente l'intera collettività e il nostro futuro. Per completezza e trasparenza, questo dovevo a Voi cittadini, perchè si sappia dove siamo seduti e quali sono le alternative. Come Sindaco ci “metto la faccia” per garantire l'impegno e l'operato di questa Amministrazione. Ma non sono solo. Ho con me un gruppo formidabile di persone per bene. Vogliamo superare questa fase emergenziale che dura da troppi anni e poter ripartire, poter progettare il futuro, con il contributo e la fiducia di Voi cittadini.

Alessandro Lorenzano

Sindaco