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Intervista all'ex Presidente Anpi Francesco Maroni Stampa
Domenica 13 Novembre 2016

 Nel direttivo di inizio ottobre, Francesco Maroni ha confermato le dimissioni dalla carica di Presidente e componente del direttivo della sezione A.N.P.I. già rassegnate alla fine di giugno, all'indomani dei risultati elettorali delle amministrative che hanno visto primeggiare la coalizione di centrodestra per la prima volta dal 1946. L'abbiamo incontrato per sentire cosa lo ha spinto a questo gesto a pochi mesi dalla sua rielezione a Presidente.

 

Una certa sorpresa nel Partito Democratico ha destato il gesto delle dimissioni da Presidente, quali motivazioni ti hanno portato a questo gesto:

Prima di rispondere alla domanda va fatta una considerazione, cosa significa aderire all'Associazione partigiani e prenderne la tessera. Significa aderire ad un'associazione che abiura qualsiasi forma riconducibile al fascismo, al razzismo e alla mancanza del rispetto delle regole democratiche e della Costituzione. Detto questo veniamo alla risposta, a San Giuliano è successo che un certo numero di iscritti all'A.n.p.i. ha operato in forme e modi diversi in appoggio ed affiancamento alla coalizione di centrodestra contribuendo con sostanza al risultato positivo della coalizione.

Ti riferisci alla lista civica che aveva candidata sindaco Gina Greco che al primo turno era affiancata ad un'altra lista con candidati conosciuti in città per le loro simpatie politiche e che al ballottaggio diede indicazione di voto ufficiale per il centrodestra.

Il riferimento è a quella lista e non solo. In quella lista oltre al candidato sindaco, vi era anche un candidato al Consiglio comunale, entrambi con tessera Anpi in tasca. Altri tesserati hanno operato in modo più o meno velato. Nella sezione di Borgolombardo con la quale la sezione cittadina collabora, s'è verificato un analogo caso, una componente del direttivo ha fatto campagna elettorale sul territorio con dichiarazioni e pubblicazioni a mezzo social a favore del candidato della destra.

Non proprio un comportamento in linea con i principi dell'A.n.p.i.

Direi proprio di no.

E tutto questo cosa ha comportato, che considerazioni vi siete fatti in sezione?

Il direttivo della sezione ha deciso di coinvolgere il Comitato Provinciale per capire come muoverci, siccome eravamo a ridosso del periodo di vacanze, d'accordo con il Provinciale ci siamo dati appuntamento al rientro cioè ai primi di settembre. Invece per quanto riguarda la sezione di Borgolombardo il direttivo ha deciso di non prendere posizione, non ci riguardava, è stato giudicato di competenza di quella sezione, con mio disappunto.

Nell'incontro con gli esponenti del Comitato Provinciale cosa è stato deciso, avete preso in considerazione l'allontanamento di questi soggetti?

L'espulsione di iscritti non è contemplata nello statuto dell'Associazione fatto salvo il principio di abiura del fascismo, per farla breve il consiglio che ci è stato dato è stato quello di stilare un comunicato nel quale si enunciano i principi dell'A.n.p.i. ed elencare i programmi di lavoro della sezione. Invece per quanto riguarda i tesserati ci è stato detto di non proporre la tessera e qualora la venissero a chiedere, cosa assai improbabile, di contattare il Comitato Provinciale.

Praticamente nulla, soluzione pilatesca.

Una non soluzione.

Le tue aspettative quali erano?

Dal momento che lo statuto non prevede l'allontanamento ho proposto di inviare singolarmente una lettera di censura del comportamento tenuto da questi soggetti, almeno questo, invece è stata adottata la soluzione del comunicato.

E quindi le tue dimissioni.

Non solo per questo, c'è anche la diatriba del referendum sulla riforma di alcuni articoli della Costituzione. Non sono per nulla d'accordo di come il Presidente Prof. Smuraglia abbia coinvolto l'A.n.p.i. in questa feroce campagna referendaria.

Cioè tu sei contrario alle direttive dell'A.n.p.i.

Si, sono favorevole alla riforma ma questo non significa che l'A.n.p.i. non debba esprimere un suo parere, anzi. Non sono d'accordo sul coinvolgimento dell'Associazione. Lo schierarsi in primo piano con manifestazioni, banchetti e sit in si pone sullo stesso piano di un partito politico. Un conto è dire il proprio parere un altro è operare fisicamente sul territorio. E poi quelle polemiche con le feste dell'Unità con la pretesa di voler fare propaganda per il no e alle proprie feste laddove organizzate vietare la presenza del sì. Io a San Giuliano volevo organizzare un incontro pubblico fra due rappresentanti delle opposte ragioni. Mi è stato detto di no perché l'A.n.p.i. ha votato ad ampia maggioranza al congresso di schierarsi contro la riforma.

Quindi ti schiererai perché la riforma costituzionale passi.

Si, voterò si.

Dai sondaggi sembra che il no prevalga.

Anche nel 2013 i sondaggi davano nettamente vincente la coalizione che faceva capo a Bersani e poi si è visto com'è andata a finire. Mi sembra che i sondaggisti si riferiscono all'elettorato italiano, non sappiamo come voteranno gli italiani all'estero che sono milione e mezzo, un numero sufficiente per determinare un risultato.

Da fuori come vedi la diatriba all'interno del Partito Democratico.

Imbarazzante, autolesionista, condotta da personaggi del passato che quando è toccato a loro di condurre la partita non hanno combinato nulla. Guardiamo l'atteggiamento di D'Alema, è stato presidente di una commissione denominata bicamerale che aveva lo scopo di fare riforme fra le quali anche quella della Costituzione alla quale collaborava pure Berlusconi, come è finita? Lo stesso Bersani che questa riforma l'ha votata sia alla Camera che al Senato, oggi si schiera contro. E' comprensibile al cittadino un atteggiamento simile?

In conclusione cosa rimane dell'esperienza fatta all'A.n.p.i?

Un bel periodo di attività culturale con le scuole grazie anche alla collaborazione delle docenti. Ho un bellissimo ricordo di quando con circa 300 ragazzi delle terze medie siamo andati a Marzabotto. Mi ha colpito la commozione dei ragazzi ascoltando la storia raccontata dalla guida davanti alle fotografie dei martiri e la visita al cimitero dove avvenne gran parte del massacro, le lacrime di alcuni di loro. Ecco, questa sensibilità mi ha colpito parecchio. E poi le varie rappresentazioni teatrali e cinematografiche. Mi mancherà molto il contatto con i ragazzi.