saremo nelle piazze Stampa
Sabato 18 Luglio 2020

 

Cara Democratica, caro Democratico,

questo (sabato 18 e domenica 19) e il prossimo weekend (25 e 26) saremo nelle piazze e nelle strade, a Milano città e area Metropolitana, per una mobilitazione dal titolo “In Lombardia non è andato tutto bene, è ora di cambiare”, sul tesseramento e sul tema della Sanità lombarda.

Un’occasione per incontrarci, dopo tanti mesi di sofferto ma necessario isolamento, e confrontarci.
Come sai l’emergenza sanitaria ci ha imposto un periodo di stop, nel quale abbiamo interrotto qualsiasi attività o iniziativa sul territorio. Ma questo non ha voluto dire, per noi, uno stop della politica: in questi mesi ci siamo fatti sentire e abbiamo denunciato, tutte le volte che era necessario farlo, le gravi mancanze di Regione Lombardia e raccontato il lavoro che abbiamo portato avanti sul territorio, nelle attività di volontariato, nei Municipi, in Comune, in Regione e in Parlamento.

In Lombardia, come dice lo slogan della mobilitazione, non è andato tutto bene. Nella nostra regione il sistema sanitario non ha retto l’impatto della pandemia, e la principale indiziata di questo fallimento è la legge sanitaria numero 23, voluta da Maroni e portata avanti dall’attuale giunta Fontana, la cui sperimentazione si concluderà a giorni. Ecco perché questa è l’occasione per cambiare radicalmente la sanità in Regione Lombardia.
Insieme al PD regionale abbiamo lavorato ad un modello nuovo, che abbia finalmente al centro il paziente e la sua cura. Ecco perché questa mobilitazione sarà l’occasione di confrontarci con le cittadine e i cittadini su proposte concrete e per presentare la nostra campagna di tesseramento 2020 “C’è da fare e da rifare. La differenza la fai tu”

Prima di darci appuntamento alla prossima settimana, ci teniamo a condividere con te un report (lo trovi allegato a questa mail) prodotto dal nostro Dipartimento Europa, sulla gestione dell'emergenza Covid-19 da parte dell'UE.  
La portata della crisi ha reso necessaria una migliore sinergia tra i diversi livelli di governance (locale, nazionale e sovranazionale), nonché una più stretta collaborazione tra gli Stati europei. Fin da subito l'Unione Europea ha risposto alla pandemia, mettendo in campo provvedimenti importanti (nell’ambito di quello che è attualmente il proprio perimetro di competenza e responsabilità).
A partire dal documento citato sopra, abbiamo realizzato un breve video (lo puoi vedere cliccando l'immagine che trovi di seguito), che ti invitiamo a condividere con i tuoi contatti, dove raccontiamo le principali misure adottate a livello europeo nei mesi scorsi e il loro impatto per il nostro Paese.




La situazione di emergenza ha obbligato l'UE a sostituire la parola "rigore" con quella di "flessibilità", rafforzando strumenti pre-esistenti di cooperazione tra gli Stati e creandone di nuovi (si pensi ad esempio al Fondo SURE).
Superata (speriamo!) la fase più acuta dell'emergenza, serve ora ripartire: è per questo che la partita che i leader europei stanno giocando proprio ora a Bruxelles sul Recovery Fund (il Piano europeo per la ripartenza proposto dalla Commissione europea) sarà cruciale per capire l'entità complessiva della risposta europea alla pandemia e, più sul lungo-termine, ci aiuterà a capire se, e in che direzione, potrà evolvere l'assetto politico europeo.